Mutatio ad Novas

La regina viarum, la via Appia, la prima e la più gloriosa delle strade.

La Valle, con l’apertura della via Appia si inserì attivamente nella vita romana.

Lungo la suddetta strada che da Roma andava verso Brindisi si trovavano delle mutatio, stazioni, che servivano come sosta per i viaggiatori per il cambio dei cavalli.

Le mutatio erano munite di depositi per derrate alimentari, ed erano una tappa obbligatoria per i corrieri addetti ai servizi postali.

La mutatio ad Novas è menzionata anche nella tavola Peuntigeriana, nel V segmento; questa antica guida costituisce un pregevole documento di geografia pervenutoci da un erudito tedesco, Corrado Peuntingeri.

Con gli anni crebbe la necessità di costruire nei dintorni della mutatio ad Novas, un vicus.

Il Vicus costituì un vero casale con taverne e alloggi e fu chiamato Vicus ad Novas.

La mutatio ad Novas non era che una deviazione della via Appia.

Con la diffusione del cristianesimo nel Vicus sorse ai margini della via Appia un’edicola con l’immagine della Vergine Maria.

Negli anni nel Vicus nacque un luogo di culto, una chiesa dedicata alla Vergine Maria, facendo prendere alla città il nome di Santa Maria a Vico.

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